Migrazione PEC: come cambiare gestore della Posta Elettronica Certificata
La PEC (Posta Elettronica Certificata) è uno strumento fondamentale per aziende, professionisti, liberi professionisti e privati che hanno l’esigenza di inviare comunicazioni con valore legale. Se non sei soddisfatto del tuo attuale provider — per motivi legati ai costi, allo spazio di archiviazione, all’assistenza o alle funzionalità — puoi passare a un altro gestore. Cambiare provider PEC, tuttavia, non funziona come il cambio di un normale servizio di posta elettronica: ecco cosa aspettarsi, quando è possibile mantenere il proprio indirizzo e come non perdere i propri dati.
Che cos’è la PEC?
La PEC, acronimo di Posta Elettronica Certificata, è un servizio di posta elettronica che conferisce valore legale alle comunicazioni digitali. A differenza della posta ordinaria, la PEC certifica l’invio, la consegna e l’integrità del messaggio, offrendo la stessa tutela legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Viene utilizzata da imprese, professionisti e Pubblica Amministrazione per lo scambio sicuro e tracciabile di documenti, in conformità con la normativa italiana.
Un aspetto fondamentale da tenere presente: la PEC può essere rilasciata esclusivamente da un gestore accreditato da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). È proprio questo accreditamento a garantire il valore legale del servizio, ed è la prima cosa da verificare quando si sceglie — o si cambia — provider.
Cosa significa migrazione PEC?
Per “migrazione PEC” (o “cambio gestore PEC”) si intende il passaggio da un provider di posta elettronica certificata a un altro — in pratica, l’affidamento della gestione della propria posta certificata a un nuovo provider accreditato, di norma per ottenere prestazioni migliori, maggiore spazio di archiviazione, un’assistenza più tempestiva o condizioni economiche più vantaggiose.
A differenza della posta elettronica ordinaria, tuttavia, una casella PEC non si “trasferisce” semplicemente da un gestore all’altro mantenendo automaticamente indirizzo e messaggi. Se stai valutando un cambio, ci sono tre domande fondamentali a cui dare risposta:
- Potrò mantenere lo stesso indirizzo PEC?
- Cosa succede ai messaggi e alle ricevute che ho già ricevuto?
- Quali passaggi devo seguire per non perdere nulla?
Vediamole una alla volta.
- Protezione professionale dei dati e della sicurezza
- E-mail crittografata con certificato SSL/TLS
- Massima protezione dai virus grazie a firewall e filtri antispam
- Backup giornalieri
Posso mantenere lo stesso indirizzo PEC?
Dipende da chi è il titolare del dominio dell’indirizzo.
- Indirizzo su dominio del gestore (ad esempio @pec.aruba.it, @legalmail.it, @pec.libero.it): il dominio appartiene al provider, non a te. In questo caso l’indirizzo non può essere trasferito a un altro gestore — dovrai attivare una nuova casella PEC, con un nuovo indirizzo, presso il nuovo provider.
- Indirizzo su un dominio personalizzato (ad esempio pec.tuazienda.it): il dominio è di tua proprietà, quindi puoi affidare la gestione PEC di quel dominio a un altro provider accreditato mantenendo lo stesso indirizzo.
Mantenere il proprio indirizzo su un dominio personalizzato non è un semplice cambio di record DNS (MX) come avviene per la posta ordinaria in caso di trasferimento del dominio. La PEC viaggia attraverso un circuito chiuso tra gestori accreditati, con regole tecniche specifiche: è il nuovo provider accreditato che deve attivare e certificare il servizio sul tuo dominio. Verifica sempre con il nuovo gestore che questa procedura sia supportata prima di avviare il passaggio.
Da quali gestori puoi cambiare provider?
La migrazione è possibile da praticamente tutti i principali provider italiani di Posta Elettronica Certificata. Tra questi rientrano servizi molto diffusi come Aruba PEC, Legalmail (InfoCert), PosteCert (Poste Italiane), Namirial, Register.it, Libero PEC e altri gestori che supportano i protocolli standard IMAP o POP3, utili anche per copiare autonomamente messaggi e ricevute (vedi sotto).
Cosa succede ai messaggi e alle ricevute?
Questo è il punto più delicato, in cui la PEC si comporta diversamente da una normale casella di posta.
Quando cambi provider, i messaggi e le ricevute già presenti nella vecchia casella non si trasferiscono automaticamente. Puoi copiarli autonomamente — collegando la vecchia casella a un client di posta (Outlook, Thunderbird) tramite IMAP/POP3 o esportandoli localmente — ma è importante comprendere cosa stai copiando: in questo modo salvi il contenuto dei messaggi e delle ricevute (testo e allegati), non il loro valore probatorio e legale.
Per preservare nel tempo il valore legale delle comunicazioni certificate, la strada corretta è la conservazione a norma (conservazione digitale a norma secondo le regole AgID): un servizio dedicato che garantisce l’autenticità, l’integrità e l’opponibilità a terzi di documenti e ricevute, indipendentemente dal provider. Molti gestori lo offrono come servizio aggiuntivo; se utilizzi la PEC per comunicazioni con rilevanza legale o fiscale, ti consigliamo di attivarlo.
Alla chiusura del contratto, la vecchia casella viene di norma disattivata e i messaggi cancellati dai server del vecchio provider. Effettua sempre un backup completo prima di chiudere il contratto, e procedi alla chiusura solo dopo aver verificato di aver salvato tutto e dopo aver aggiornato tutti i punti di contatto con il nuovo indirizzo PEC.
Perché cambiare provider PEC?
- Spazio di archiviazione: per conservare tutti i messaggi certificati nel tempo.
- Prezzi e piani: con funzionalità aggiuntive già incluse.
- Assistenza tecnica: fondamentale per chi utilizza la PEC per lavoro.
- Integrazione: collegamento con altri servizi digitali (dominio, hosting, firma digitale).
- Conformità e infrastruttura: gestore accreditato AgID, già “REM ready”, con data center nell’UE e conformità al GDPR.
Oltre il prezzo base: confronto finanziario e costi nascosti
Quando valuti i prezzi e i piani di un nuovo provider, fai attenzione a queste voci di spesa spesso trascurate:
| Centro di costo finanziario/contrattuale | Cosa verificare | Impatto aziendale |
|---|---|---|
| Costi di estensione dello spazio | Tariffa fissa vs. Pay-per-GB | Se il tuo archivio cresce, gli upgrade al rinnovo automatico possono aumentare significativamente i costi annuali. |
| Costi di attivazione/trasferimento dominio | Costo d’attivazione una tantum | Alcuni provider applicano una tariffa di onboarding o di certificazione DNS per i domini aziendali. |
| Conservazione sostitutiva / a norma | Add-on di conformità | Per legge, i log PEC devono essere conservati per 10 anni ai fini di audit fiscali e legali aziendali. Verifica se questo servizio è incluso o fatturato a parte. |
Come cambiare gestore PEC: i passaggi
1. Scegliere un nuovo gestore accreditato AgID
Assicurati che il provider sia un gestore PEC accreditato da AgID: solo così la casella avrà valore legale. Con l’imminente passaggio agli standard europei, conviene scegliere un gestore già “REM ready” (vedi la sezione finale).
IONOS, ad esempio, offre la PEC Europea, già predisposta per i nuovi standard REM (REM-ready), con attivazione su dominio personalizzato e integrazione con dominio, email e hosting.
2. Attivare la nuova casella PEC
Attiva la casella con il nuovo provider. Se parti da un indirizzo sul dominio del vecchio gestore, si tratterà di un nuovo indirizzo; se utilizzi un dominio personalizzato, verifica con il provider la possibilità di mantenere l’indirizzo esistente. Consulta la nostra guida dedicata su come fare la PEC.
3. Salvare messaggi e ricevute dalla vecchia casella
Prima di chiudere il vecchio contratto, esporta o copia localmente messaggi, allegati e ricevute di accettazione e consegna. Se devi mantenerne il valore legale, utilizza un servizio di conservazione a norma anziché una semplice copia.
4. Aggiornare i riferimenti PEC (in caso di cambio indirizzo)
Se il tuo indirizzo è cambiato, aggiorna il tuo domicilio digitale negli indici pubblici:
Ricorda poi di aggiornare l’indirizzo ovunque sia stato pubblicato: sito web, carta intestata, contratti e nelle comunicazioni con Pubblica Amministrazione, clienti e fornitori.
5. Chiudere la vecchia casella
Disattiva la vecchia PEC solo dopo aver confermato il completamento del backup e il corretto funzionamento della nuova casella.
Un servizio più capiente, conveniente e con un’assistenza migliore può fare una reale differenza nella gestione quotidiana — l’importante è scegliere con piena consapevolezza di cosa comporta il passaggio, come descritto sopra.
- Archiviazione automatica delle caselle selezionate
- Salvataggio in data center europei
- Protezione dalla perdita di dati
Garantire un passaggio sicuro: checklist di mitigazione dei rischi finanziari e legali
Per assicurarti che la tua azienda rimanga conforme ed eviti addebiti non necessari durante i passaggi di migrazione sopra indicati, esegui questa checklist:
- Disattivare il rinnovo automatico: disattiva la fatturazione automatica su carta di credito o gli addebiti diretti SEPA sul portale del vecchio provider prima dell’emissione della fattura di rinnovo.
- Verificare l’archivio legale: conferma che la conservazione decennale a norma dei log di trasmissione sia garantita localmente o trasferita, tutelando l’azienda da future responsabilità legali o controversie fiscali.
- Aggiornare i portali fornitori e partner: se la tua PEC cambia, notifica gli istituti di credito, i fornitori attivi e l’Agenzia delle Entrate per evitare interruzioni nella ricezione di fatture elettroniche o comunicazioni legali.
La posta elettronica certificata in Europa: dalla PEC alla REM
Negli ultimi anni l’Italia sta adeguando la PEC agli standard europei definiti dal Regolamento eIDAS 2, che introduce la REM (Registered Electronic Mail), la posta elettronica registrata valida in tutta l’Unione Europea.
L’obiettivo della REM è creare un sistema di comunicazione digitale riconosciuto a livello europeo, con lo stesso valore legale in ogni Stato membro. Mentre la PEC ha valore legale solo in Italia, la REM consentirà di inviare e ricevere messaggi certificati tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni di qualsiasi Paese UE, mantenendo tracciabilità, sicurezza e prova di consegna.
La transizione dalla PEC alla REM avverrà in modo graduale: i gestori PEC accreditati da AgID stanno già aggiornando i propri sistemi per ottenere anche la certificazione REM. In questo caso — a differenza del cambio di provider — si tratta di un aggiornamento gestito dal provider: nella maggior parte dei casi gli utenti non dovranno fare nulla e manterranno indirizzo e messaggi.
Con la REM, ogni casella certificata italiana diventerà conforme agli standard europei, garantendo:
- validità transfrontaliera dei messaggi inviati;
- autenticazione rafforzata di mittente e destinatario;
- interoperabilità tra i sistemi nazionali;
- maggiore protezione dei dati e sicurezza delle comunicazioni.
La REM rappresenta quindi la naturale evoluzione della PEC: uno strumento più sicuro, riconosciuto in tutta Europa e destinato a sostituire gradualmente il sistema nazionale attuale.

